Tre giorni indimenticabili sulle Langhe, Roero e Monferrato

Attraversando i paesaggi vitivinicoli del Basso Piemonte, 3 giorni nella magia delle terre del vino e dello Slow Food

E’ un itinerario fantastico, con paesaggi completamente differenti anche se molto vicini e accomunati dalla stessa meravigliosa armonia fra ambiente e la civiltà contadina.  Un piccolo assaggio che potreste anche assaporare in una giornata, ma vi garantiamo che perdereste l’essenza e la bellezza mozzafiato di certi scorci e certi sapori. Vi proponiamo quindi un itinerario slow di  3 giorni, tornando a dormire a Torino oppure con pernottamento al centro della regione così da non perdere neanche un istante di queste terre uniche al mondo.

Langhe-Roero e  Monferrato e il pensiero corre lungo dolci colline ricoperte di vigneti che regalano toni di colore differenti ad ogni momento dell’anno e del giorno. Piccoli paesi circondati dai campi, chiesette e castelli medievali, profumi di vino, tartufi e castagne. Una sensazione di tranquillità mista a bellezza, perché il territorio compreso tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo è davvero un microcosmo di ambienti diversi dove uomo e natura da secoli vanno a braccetto ed è per questa armonia che la regione formata da 29 paesi e sei paesaggi vitivinicoli ha meritato il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco nel 2014.


Cosa faremo:

  • 1° Giorno – Le Langhe e il Roero, lo Slow Food, i formaggi di Bra e il Barolo
  • 2° Giorno – Il Tartufo d’Alba, la magia di Barbaresco e il Castello di Grinzane Cavour
  • 3° Giorno – Il Monferrato, Asti e gli Infernot

Prima giornata: Langhe-Roero e Barolo

Partendo da Torino dividiamo le nostre escursioni in base ai paesaggi vitivinicoli iniziando dalla Langa del Barolo e da Pollenzo, sede della Università delle Scienze Gastronomiche, un gioiello unico al mondo, dove studenti di tutto il pianeta si incontrano e si confrontano con la filosofia dello Slow Food, delle produzioni locali, della difesa dei territori e delle diversità. Nata dalla collaborazione fra Slow Food e le regioni Emilia Romagna e Piemonte, l’università, che occupa il bellissimo castello di Pollenzo, circondato dalle vette più alte delle alpi, è oggi il punto di riferimento della salvaguardia e dello sviluppo e della diversificazione delle produzioni locali.  Piccole produzioni, a volte piccolissime ma che permettono all’Italia di avere panorami e paesaggi cosi meravigliosamente differenti e una qualità gastronomica su base locale che non ha eguali al Mondo.  Lo Slow Food, ha raggiunto più di 100.000 associati in tutto il mondo e difende il cibo, promuovendo il rispetto verso i produttori e l’ambiente.

Ma la prima visita  sarà ad uno dei  centri più importanti del Roero e della cultura enogastronomica del Piemonte, Bra. La città è famosissima per il formaggio di pecora, ma anche il suo centro merita una visita. Tra le strade di Bra, si incontrano importanti testimonianze del Barocco Piemontese con palazzi e chiese di gran pregio. Proprio di Bra è il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini.

Grazie a quest’associazione Bra per quattro giorni ogni due anni diventa la capitale del formaggio, con Cheese(https://cheese.slowfood.it/), una manifestazione che si svolge tra le strade della città e che vede la partecipazione di circa 300 espositori provenienti da 23 paesi diversi.

Ma veniamo a noi, dopo un assaggio  di formaggi in uno dei tanti caseifici della zona, ci trasferiamo nelle vicina Pollenzo per visitare il Borgo e il Castello di Pollenzo, sede dell’Università delle Scienze gastronomiche. Un luogo spettacolare dove, dopo la visita guidata  potremo pranzare degustando i prodotti del territorio.

Nel pomeriggio percorreremo ancora le splendide colline  del Barolo e i suoi borghi incantati fino a “Barolo”, e al suo castello-Enoteca, dove potremo assaporare il più prezioso e famoso dei prodotti di questa regione.

Qui possiamo terminare la prima giornata di visita, tornando a Torino ( un’ora) oppure  pernottando in uno degli splendidi agriturismi della zona e cosi assaporare una cena tipica al “Barolo” e ai formaggi delle Langhe.

Seconda giornata: paesaggi da favola, Tartufo e Barbaresco.

Dopo un a buona e lenta colazione riprendiamo il nostro percorso alla scoperta delle bellezze del Piemonte da Alba, una delle più importanti città delle Langhe, deve la sua fama al Tartufo di cui ne è la capitale.  Il centro storico di Alba è di impianto medievale e di forma circolare, è bello passeggiare tra le pittoresche torri e case-forti e poi imbattersi nelle grandi chiese, il Duomo e soprattutto San Domenico, uno dei più bei monumenti romanico-gotici del Nord Italia. Dopo di che non si può non degustare  il tartufo bianco, prodotto per il quale  Alba diventa ogni anno il centro mondiale del commercio di questo tubero che può arrivare a cifre impronunciabili, definito dai romani il cibo degli dei.

Ma normalmente un pranzo a base di tartufo in queste zone ha cifre ragionevoli e noi ne approfittiamo con piacere.

Proseguendo lungo le rive del Fiume Tanaro( che divide il Roero dalle Langhe),  attraversiamo le colline  del Barbaresco dove si producono Barbaresco, Barbera, Dolcetto e Nebbiolo, 4 splendidi vini e un borgo medioevale, Barbaresco appunto, un piccolissimo paese di 600 abitanti ma dalle tradizioni gastronomiche meravigliose. Dalla sua torre lo sguardo spazia su tutte le colline del Barbaresco dal Tanaro, ad Asti, alla maestosa collana di montagne che fanno da contorno.

Tra le strade del piccolo borgo tutto sembra essersi fermato a quel periodo storico, dove piccole piazze, la chiesa e gli angoli raccontano di storie e di botteghe perse nel tempo e rievocano scene e atmosfere di un periodo lontano caratterizzato da importanti scambi commerciali, grazie ai prodotti agricoli e alle viticolture che hanno sempre contraddistinto questa zona.

I vigneti che circondano il borgo caratterizzano, infatti, gli scenari circostanti e ne determinano la conformazione del paesaggio.

Entrare nei vicoli e perdersi nella storia, ci dà modo di immergerci in luoghi fiabeschi in cui cullarci, senza l’assillo del tempo che scorre. In perfetto relax e in un contesto atemporale, possiamo addentrarci nel caratteristico borgo passeggiando senza mèta e sbirciando tra le case verso l’incantevole paesaggio delle Langhe, la cui vista è favorita dall’ubicazione del posto, che si trova su un’altura in mezzo alle colline.

Questa seconda emozionante giornata la chiudiamo a Grinzane Cavour, nel poderoso castello che ospita l’Enoteca Regionale del Piemonte, assaporando i suoi migliori vini.

Di nuovo rientro a Torino( un’ora) oppure nello stesso agriturismo o hotel della notte precedente.

Terza giornata dedicata al Monferrato, ai suoi meravigliosi infernot  e alla regione dell’Asti.

 Prima tappa della giornata  a Canelli, cittadina piemontese capitale dei vini spumanti e sede delle Cattedrali Sotterranee che visiteremo. Queste sono le antiche cantine delle aziende storiche di Canelli. Il suolo sottostante la città è il perfetto habitat per la lavorazione e l’affinamento dei vini: il tufo calcareo, infatti, è un ottimo isolante termico, capace di mantenere una temperatura costante tra i 12 e i 14 gradi. Come vere e proprie navate sotterranee, le cattedrali di Canelli sono ricoperte di mattoni a vista, articolate in lunghi tunnel o stanzoni con volte e pilastri, ad una profondità che può raggiungere i 30 metri per un’estensione totale che supera i 18 chilometri. Si cominciò a costruirle nel XVI secolo e fino al XIX si continuò ad espanderle, questo processo avveniva a colpi di piccone e scalpello man mano che l’azienda assumeva dimensioni più grandi, storiche cantine scavate nel sottosuolo, diventate Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Proseguiamo verso nord e dopo pochi chilometri entriamo a Nizza Monferrato, una città delle eccellenze enogastronomiche, ci sono molti prodotti sia legati al cibo che al bere di ottima qualità tanto da godere primati e fama tanto in Italia quanto all’estero. Non mancherà  la possibilità di poter degustare questi prodotti in un piccolo ma interessante  tour nelle  numerose osterie, ristoranti e locali della città, concentrati nel meraviglioso centro storico. Ogni terza domenica del mese è presente il mercatino dei prodotti agricoli e locali, una vera e propria esplosione di odori e sapori nei quali oltre ad acquistare i prodotti si possono mangiare accompagnati dal buon vino.

Ultima tappa della nostra giornata è la terra degli infernot, piccole camere sotterranee, scavata a mano nella Pietra da Cantoni, una arenaria tipica del Monferrato Casalese, che si è originata dai sedimenti marini di quando, milioni di anni fa, il territorio era ricoperto dal mare. Caratteristica peculiare degli Infernot è l’assenza di luce e aerazione naturale, che consentono a questi ambienti di mantenere una temperatura ed una umidità costanti nel corso dell’anno. Sono pertanto ambienti ottimali per la conservazione del vino imbottigliato ed erano utilizzati per conservare anche altri alimenti. La maggior parte degli Infernot ha avuto origine nel XIX secolo e rappresenta una prosecuzione della cantina.

Esistono diverse tipologie di Infernot: monocamera, multicamera o a corridoio. Hanno finiture differenti: lisciati, a spacco naturale o con picconatura a vista. L’alloggiamento delle bottiglie varia: a nicchie, gradinato o a piani continui. Alcuni sono impreziositi da decorazioni, altri sono corredati da un tavolo scavato, anch’esso, nella pietra.

Ogni Infernot rappresenta un’opera unica, un manufatto che rappresenta il patrimonio materiale e immateriale del Monferrato Casalese.

Otto bellissimi centri urbani e poco più di cento case vinicole, visiteremo le più artistiche e le più “buone”. Assaporando vini e prodotti di questo territorio magico che è il Monferrato.

Termina il nostro viaggio fra le colline, vigneti, castelli, scenari da favola, sapori antichi, sapori preziosi e una atmosfera d’altri tempi. Termina dove avevamo iniziato, sulle rive del Po’, il grande fiume italiano che racconta storie, e potete starne certi, saranno molte le storie da raccontare cammin facendo!


  • Cosa è incluso:
  • I trasporti con mezzi privati
  • L’organizzazione delle visite.
  • L’accompagnamento per tutto il periodo.
  • Le visite guidate
  • Tre degustazioni
  • L’assicurazione
  • Assistenza 24 ore per tutto il tour
  • Cosa non è incluso:
  • Tutto quello non esplicitamente incluso nel programma
  • I pranzi e le Cene
  • Le spese personali